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LICEO Dl STATO “GALILEO GALILEI” – MACOMER – LA SETTIMANA DELLE SCIENZE – 16-20 Dicembre 2013

18 dicembre 2013 - 3D printing
LICEO Dl STATO “GALILEO GALILEI” – MACOMER – LA SETTIMANA DELLE SCIENZE – 16-20 Dicembre 2013

gufetto

Martedì 17 in occasione della settimana delle scienze a Macomer ho presentato agli studenti del liceo la stampante 3D RepRap prusa i2 con cui è possibile stampare in casa a bassissimo costo oggetti tridimensionali partendo da un modello elaborato al computer.

Questa stampante, come altri modelli, è open source ossia è libera da brevetto ed è possibile recuperare in rete e sul sito reprap.org le informazioni per costruirla e una community disposta a fornire supporto nel forum, tutto in maniera assolutamente gratuita. Io stesso ho collaborato aggiungendo informazioni sulla wiki nel sito e rispondendo sul forum.

Ho esposto quali potrebbero essere i benefici di questa tecnologia sulla società: la produzione sarà delocalizzata, on-demand e a chilometro zero, non ci sarà più un reale trasporto di merci in giro per il mondo consumando combustibili fossili, ma sarà l’informazione dell’oggetto da costruire a viaggiare via internet nei luoghi di produzione, inoltre non vi sarà più il problema delle merci in esubero.

Parlando del presente è già possibile stampare pezzi di ricambio per apparecchi domestici che si rompono e sono destinati alle discariche per via dell’eccessiva obsolescenza voluta o meno, possiamo riparare così un frullatore con un ingranaggio consumato e tanto altro.

Il mondo delle stampanti 3D e in rapida crescita, esistono modelli che stampano con materiali termoplastici, in metallo, cioccolato.
La NASA ha finanziato lo sviluppo di stampanti per la produzione di cibo, esistono bio-stampanti in grado di stampare organi utilizzando cellule staminali e stampanti in grado di costruire abitazioni con materiali edilizi e senza manodopera in poche settimane.

Tra la miriade di stampanti che è possibile realizzare in casa abbiamo scelto la RepRap per un motivo ben preciso: è in grado di auto-replicarsi, il 55% circa delle sue parti, quelle plastiche, è stampabile dalla stampante stessa, ciò comporta un notevole vantaggio nella diffusione virale della stampante.
Ho realizzato e regalato al liceo un kit di plastiche necessarie alla costruzione di una ReapRap realizzato in appena 26 ore, possono sembrare tante però se si prende in considerazione che la stampante lavora da sola mentre io posso fare altro, il tempo necessario per una spedizione è di almeno 3 giorni, ciò rende possibile la diffusione virale della stampante.

 

« La stampa tridimensionale rende economico creare singoli oggetti tanto quanto crearne migliaia e quindi mina le economie di scala. Essa potrebbe avere sul mondo un impatto così profondo come lo ebbe l’avvento della fabbrica… Proprio come nessuno avrebbe potuto predire l’impatto del motore a vapore nel 1750 o della macchina da stampa nel 1450, o del transistor nel 1950 è impossibile prevedere l’impatto a lungo termine della stampa 3D. Ma la tecnologia sta arrivando, ed è probabile che sovverta ogni campo che tocchi. »
(The Economst, in un editoriale del 10 febbraio 2011)

Filamaker

In anteprima abbiamo presentato agli studenti anche un riciclatore, ossia un piccolo estrusore DIY (Do It Yourself) in grado di prendere in ingresso della plastica sminuzzata, noi abbiamo usato polistirene (piatti e bicchieri di plastica, vasetti di yogurt), ho innescato l’idea nel gruppo di tecnologia del movimento e, dopo qualche sessione di brainstorming, abbiamo deciso di realizzarlo a Cagliari con l’aiuto di Simone Deidda e dell’ing. Massimo Luca Bonifacio, quest’ultimo, avendo in passato lavorato nel settore estrusione plastica, ha contribuito sia con le idee che con l’attrezzatura del suo laboratorio senza la quale sarebbe stato impossibile portare a termine il progetto in tempi brevi. Grazie all’estrusore è possibile realizzare in casa anche “l’inchiostro” che utilizza la stampante per realizzare gli oggetti, si tratta di un filamento plastico da 3mm che verrà poi fuso dalla stampante e depositato strato dopo strato per realizzare l’oggetto. Riciclare la plastica direttamente è molto più eco-sostenibile di affidare a terzi privati il riciclo, che, talvolta, non viene mai fatto e la plastica viene dispersa nell’ambiente in discarica o bruciata inquinando aria e acque.

Sia gli studenti che i professori durante la presentazione erano particolarmente interessati, non sono mancate le domande che vertevano sui costi, sulle potenzialità e su possibili altri sviluppi e applicazioni di questa tecnologia, durante la sessione di domande e risposte ho fatto partire sia l’estrusore che la stampa di una bat-molletta, una molletta con le ali di pipistrello introvabile nei negozi, a stampa ultimata è possibile aggiungere la molla di una vecchia molletta da bucato e utilizzarla come tale.

Ho fatto già in passato delle presentazioni a Firenze e online in streaming, sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti perché i ragazzi riescono a comprendere il contenuto del messaggio da me trasmesso, spero di aver innescato in loro la voglia di imparare qualcosa di nuovo e conoscere nuovi orizzonti al fine di migliorare la nostra società.

Ringrazio il liceo G.Galilei di Macomer per averci ospitato, in particolare tutti i miei ex professori e la preside (Prof.ssa Gavina Cappai) per aver reso possibile tutto questo.

 

locandina: locandina sett. delle Scienze





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