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Hai cancellato le barriere o le hai solo spostate?

21 agosto 2016 - Crescita Personale
Hai cancellato le barriere o le hai solo spostate?

A volte incontro delle persone che condividono una mia linea di pensiero, si parla, si scherza, si fanno anche discorsi profondi, si condividono esperienze ecc, si arriva anche a parlare di “Verità” che trascendono il nostro mondi a 3 dimensioni, di come ognuno crea la sua realtà inconsciamente come crede debba essere fatta.

Sembra che la consapevolezza si stia espandendo velocemente nell’essere umano, incontro persone che già sanno che la relazione “standard” tra un uomo e una donna non può funzionare più, sanno di essere qualcosa di più di un semplice corpo che si è generato per caso con l’evoluzione, ed è molto bello questo.

Tuttavia vorrei porre attenzione su qualcosa di molto importante che mi è passato per la testa in questi giorni, prima di fare un determinato percorso anch’io, come tutti, avevo delle barriere che mi impedivano di comportarmi come volevo, cose molto simili a programmi inconsci che scattano nel momento in cui un cambiamento invade la tua zona di confort, questi limiti impediscono alle persone di vivere la vita che vorrebbero vivere. Un qualsiasi percorso che porta alla consapevolezza del proprio Se prima sposta la soglia di questi limiti, poi li distrugge (può succedere che vengano immediatamente distrutti).

Soffermiamoci un attimo alla fase in cui i limiti vengono spostati ad altre “soglie di attivazione”, permettetemi di chiamarle così in modo tecnico, cosa succede nella persona? sa chi è, cosa vorrebbe fare e in certi casi sa anche comportarsi come vorrebbe, ma in determinate situazioni, solitamente in casi in cui viene messo a rischio qualcosa di “grosso” (il proprio posto di lavoro, la riuscita di qualcosa, il proprio conto in banca o i possedimenti, ecc..) allora succede qualcosa per cui la persona sembra dimenticarsi che è lei il creatore della realtà che lo circonda e ha solo lei la responsabilità e il potere su ciò che riguarda la SUA vita e si comporta esattamente come in passato, ansie e pensieri invadono di nuovo la sua mente, la paura fa di nuovo da padrona, ricompare qualcosa di minaccioso per il proprio IO egoico che ritorna a ruggire per tenere lontana la presunta “minaccia”.

Ecco, in questo caso è stato attivato uno di quei limiti (o programmi) che sembrava sparito, ma in realtà si era solo nascosto più a fondo.

Un ricercatore interiore è sempre vigile perchè da di non aver ancora portato a termine il percorso (ne sa se ci riuscirà mai), restare vigile significa anche accorgersi che uno di questi programmi è scattato su di se, solo accorgendosene, il ricercatore interiore, può porre fine al programma acquisendone consapevolezza e quindi impedendo che scattino automatismi al di fuori del suo controllo.

Le domande da porci, quando abbiamo raggiunto una determinata consapevolezza per capire se ancora abbiamo delle cose a chiarire sono semplici, una di queste ritengo sia molto efficace:

Sino a che punto quello che ho compreso è vero per me?

Soffermati a pensare alla risposta, se è vero sempre non c’è nessun problema, ma se è vero per cosa “piccole” e poi diventa falso per cose più “importanti” allora sei di fronte ad un tuo limite che ti impedisce di mettere in pratica sino in fondo quella disciplina appresa dalla consapevolezza che la tua coscienza ha acquisito.

Concludo con un esempio:

Mettiamo il caso che io sia una persona molto creativa, sino ad ora tutto quello che ho pensato di fare e mi è stato commissionato di fare è stato fatto senza troppe difficoltà perchè sono fermamente sicuro di me e riesco a trovare la soluzione a tutti i problemi che mi arrivano, so di riuscire a farlo perchè sono io il creatore della mia realtà. So anche che tutti i geni del mondo hanno fatto successo perchè per primi hanno usato un metodo nuovo, una teoria nuova per scoprire quel che hanno scoperto o fare quel che hanno fatto, chiunque dopo di loro usa la stessa tecnica non viene mai ricordato come loro e non ottiene lo stesso successo nemmeno se scopre qualcosa di più (ci sono eccezioni certo, ma analizzando il percorso dei grandi geni questa dinamica è pressochè vera, lungi da me tirar fuori qualcosa di oggettivo in un universo dove tutto è soggettivo) …. Arriva una grossa opportunità di guadagno con un lavoro che viene classificato da me come importante, molto più importante di tutti i lavori svolti sin ora. Qualcosa accade in me, smetto di comportarmi come mi sono comportato sin ora, inizio a cercare fuori di me un metodo per svolgere il lavoro, mi dimentico che posso farcela anche da solo, cerco “esperti del settore”, consulenze, mi affido a persone che penso lo sappiano fare meglio di me, perchè questo è un lavoro importante, persone che applicheranno metodi che hanno studiato per anni all’università, metto da parte tutte le idee geniali che mi stanno arrivando per concludere questo lavoro in modo creativo, perchè è un lavoro importante, la creatività ora deve essere messa da parte a favore di un metodo razionale per risolvere il problema…….

 

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